idiota imperiale

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Messaggio da leggereda tran quoc » 3 giu 2018, 14:17


L'evoluzione dei forum Hifi



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M.Ambrosini Site Admin

Messaggi: 589 Iscritto il: ven 9 feb 2018, 7:10
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L'evoluzione dei forum Hifi

 Messaggio: # 2351Messaggio  M.Ambrosini
 oggi, 12:54

Penso sia un argomento piuttosto interessante osservare come sono cambiati in vent'anni i forum che riguardano questo settore. Vent'anni fa c'era vhf NATO NEL 2004 che faceva da raccoglitore nazional-popolare per audiofili, raccoglieva quell'ampia fetta di disagiati che continuano a spendere e spandere alla continua ricerca di qualcosa che mai raggiungono ma sempre "credenti" nei confronti della "novità"...perchè il progresso avanza.
In mezzo agli appassionati erano anche gli imprenditori di settore. Fiumi di chiacchiere e battutine spesso (o quasi esclusivamente) fondate sulla convinzione di "averlo più lungo" solo perchè si è "sposati" con l'ultima meraviglia uscita del marchio xyz.
Poi lentamente alcuni imprenditori hanno deciso di fare il "passo lungo" fondando un proprio forum, indicando "ciò che è vero e ciò che non è vero" ai propri iscritti e motivando (quando in grado di farlo) il tutto con adeguate e plausibili spiegazioni (inevitabilmente limitate dallo status dello scibile attuale).
Questo "spostare" l'argomento del discutere sempre più su cose tecniche è un aspetto che ha preso e sta prendendo sempre più piede. Del resto se vogliamo essere sinceri con noi stessi, sicuramente una parte più o meno grande della nostra passione risiede anche nella ricerca di una logica comprensione di ciò di cui ci occupiamo...al fine di riuscire a "dominare" l'argomento anzichè esserne dominati.
Ed è qui che sistematicamente, sia vent'anni fa che ora, casca l'asino. NESSUNO (che io sappia...nel caso correggetemi) tra tutti i forum del settore organizza occasioni di ascolto in cui ciascuno con le proprie orecchie può valutare il fine ultimo a cui è dedicata la progettazione ovvero l'ascolto.
Questo poter parlare a ruota libera di teorie senza mai passare alla dimostrazione di fatti è un aspetto decisamente vantaggioso per qualunque imprenditore in grado di sostenere il confronto teorico. E' la nuova frontiera della pubblicità settoriale. Un tempo le pubblicazioni tecniche erano riservate agli addetti ai lavori e se ne forniva una versione "brief" (pubblicitaria) per gli appassionati. Ora invece si fa letteralmente a gara "a chi ce l'ha più lungo" ovvero a chi è più bravo a sopraffare l'altro sotto il profilo della cognizione teorica. Ciò comporta anche uno spettacolo "da corrida" che può essere divertente (per quanto squallido) agli occhi di chi osserva e che comunque accresce l'interesse verso l'argomento del contendere.
Non so perchè ma mi viene alla mente quando Mark Levinson in una bella sala del GEI a Milano negli anni 80 decise di non dmostrare l'impianto all'ascolto (che era terminato con due monitor JBL 4343) perchè "l'acustica della saletta era scadente" (...mentre era una sala trattata acusticamente in modo eccellente) preferendo dimostrare come i connettori LEMO allora da lui utilizzati fossero affidabili: per fare questo ne connetteva due al pre che poi ondeggiava tenendolo per il cavo di interconnessione! Quando le verità da affrontare sono scomode è meglio cambiare intelligentemente argomento, e Levinson non era uno stupido. Non a caso anche persone del calibro di Roy Allison (sulle cui ricerche si basa il mio metodo) sicuramente avrebbero ai nostri giorni preferito teorizzare con tanto di grafici a supporto sul proprio forum piuttosto che fare ascoltare dei diffusori che nei fatti non erano certo un granchè. L'altro ieri sistemando la pagina relativa ai meeting sul mio sito, sono stato a rivedermi le foto di una nostra visita (eravamo in tre persone) al tav 2009 e con mia grande sorpresa ho notato la foto di un diffusore top di gamma italiano (prodotto da uno di questi nuovi arguti pubblicitari) la cui saletta era passata totalmente inosservata (all'orecchio) dal momento che il voto che le avevamo attribuito come media era 4,5. Da quando esiste il mondo generalmente chi è bravo a chiacchiere non lo è pressochè mai altrettanto nei fatti e viceversa.

Quando capiranno le persone che il famoso adagio "tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare" è quantomai attuale e quindi inizieranno a PRETENDERE ascolti (effettuati in modo CRITICO) e possibilmente a confronto con i propri apparecchi?
Sveglia gente SVEGLIA!!!

Massimo


http://hifi.altervista.org/viewtopic.php?f=5&t=321

io non scrivo!

lo dimostra lui, da se stesso, quanto è MALATO DI MENTE E DELINQUENTE dotato di una IDIOZIA IMPERIALE

è lui, è IL SANTONE: verbo, CCI e scoregge buca-pallina ( con màngana)
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Re: idiota imperiale

Messaggio da leggereda tran quoc » 3 giu 2018, 14:20

il meno malato sta malato di capoccia così, che sembra l'imperatore del regno del cucculegno...
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Re: idiota imperiale

Messaggio da leggereda tran quoc » 4 giu 2018, 7:07

Perchè è sbagliato dare le perle ai porci?

 Messaggio: # 2321Messaggio  M.Ambrosini
 sab 2 giu 2018, 10:09

Perchè inevitabilmente le sporcano in quanto non ne comprendono la naturale bellezza.
E' il caso di un paio di TL800 letteralmente stuprate dal proprietario e poi messe in vendita (la fine inevitabile di tutti gli oggetti pesantemente manomessi) su Subito.
Se conoscete quel genere di persone che pensa di migliorare facilmente un progetto già valido apportando le solite modifiche "audiofile" che sono palesemente quanto enormemente peggiorative, per cortesia, NON CONSIGLIATE loro di acquistare oggetti che di per se sono molto difficili da reperire!
Purtroppo è un malcostume piuttosto diffuso ad oggi, ove la sensibilità individuale ha lasciato grandemente il posto (nella maggioranza dei casi) alla credulità popolare-esoterica verso le "preziosità". Se penso a casi come questo mi pento amaramente di aver consigliato certi diffusori sulla rubrica "Senza scadenza"...

Massimo ambrosini


Il corretto procedere sarebbe PRIMA ripristinarle (per quanto possibile...) e POI venderle.
Di manomissioni ad capocchiam ne ho viste un'infinità...nessun fastidio mi danno se fatte su oggetti (anche molto costosi) che comunque hanno suoni da giostre...ma quando vengono stuprati progetti la cui raffinatezza è anni luce dalla comprensione di chi opera lo "stupro", provo una evidente intolleranza.

Massimo


http://hifi.altervista.org/viewtopic.ph ... =319#p2321



non si riesce a dire quanto è lercio e maiale questo sporco individuo delinquente e nullità imperiale

anche sulla tremenda malattia mentale le parole non la possono....
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Re: idiota imperiale

Messaggio da leggereda tran quoc » 7 giu 2018, 7:20

roberto cecchini ex voto grundi cci.jpg
roberto cecchini ex voto grundi cci.jpg (44.28 KiB) Osservato 940 volte



Fenomeno Grundig

Posted on 4 dicembre 2014 by Roberto cecchini


Fenomeno Grundig

Come più volte “sottolineato”, anzi, per usare una parola più adatta, “denunciato” dal nostro sito, intorno al fenomeno Grundig è sorta negli anni una mostruosa macchina mediatica atta a dar d’intendere che il buon suono che questi apparecchi sono in grado di riprodurre, sia dovuto a chissà quale mistero tenuto segreto e scoperto da un solo personaggio.

Chi ha cercato di capire qualche cosa di più pensando di avere indicazioni rispetto a procedimenti pratici da adottare si è reso presto conto di quante complicazioni si celassero dietro a semplici richieste di chiarimenti. Anche quando venivano richieste specificatamente quali erano le modalità di installazione da adottare che aiutavano a produrre il suono spettacolare tanto decantato o si rimandava alla lettura di articoli pubblicati sul sito (commerciale) di riferimento, oppure all’esperienza di alcuni “forumer” allineati ma (stranamente) mai aggiornati alle ultime scoperte.

Questi complicatissimi scritti lasciano il fondato dubbio che l’autore -intenzionalmente- vuol lasciare il lettore nell’incertezza o nell’ignoranza.

Parlando di utopistici sistemi di installazione di elettroniche o astrusi calcoli di messa a punto in ambiente dei diffusori, spesso il lettore manifesta la sensazione di inadeguatezza temendo di essere preso in giro o per non aver capito o per evitare di passare per essere l’unico ignorante in circolazione. Quindi anche le domande poste sul forum commerciale di riferimento vengo poste con circospezione e per prevenire eventuali rimbrotti da alcuni moderatori / cerberi / guardiani.

Avvicinarsi con umiltà in questi luoghi, oltre ad esaltare l’autostima degli autodefinitisi esperti , non fa che aumentare il disagio soprattutto quando le risposte stroncano in poche righe ribadendo che per ragioni particolarmente complesse e lunghe da spiegare preferiscono non entrare nell’argomento, rimandando alla lettura delle paginette sul sito ed innescando un prevedibile loop.

Chiaramente alcuni assunti di elettronica o di acustica sono ostici, richiedono formule e conoscenze non superficiali, tuttavia non per ogni semplice domanda legata all’Hifi.

Vediamo quindi di esplicare quelle che sono le perplessità tipiche delle persone che si sono affacciate nel modo Grundig e:
◾non hanno avuto risposte;
◾le hanno avute e sono ancora più confusi;
◾non hanno il coraggio di porre ulteriori domande e stanno alla finestra .

Per prima cosa voglio sfatare la favola che gli impianti Grundig hanno bisogno di particolari accorgimenti per suonare bene. Tutti gli impianti Grundig Hi-Fi sono ben progettati e ben costruiti. Tra questi chiaramente esistono quelli meglio progettati, quelli meglio costruiti. Come abbiamo già più volte sottolineato i meglio riusciti in assoluto sono gli apparecchi più datati di alta gamma: RPC – RTV – STUDIO – SV – Receiver, sono quelli che mantengono una timbrica tipica, non procurano fatica d’ascolto e sono anche oggetti belli da collezionare.

Questi non risentono di grossissime problematiche, se non quelle dovute all’implacabile passare degli anni. Gli “altri” vanno comunque bene se rapportati a numerosi apparecchi della concorrenza di quel periodo ma chiaramente risentono di qualche piccola pecca dovuta, spesse volte, al tentativo di risparmiare denaro. Per tanto, Grundig, era scesa a qualche compromesso in fase progettuale e realizzativo. Si erano comunque resi conto che il livello era comunque elevato rispetto ai competitors. Non doveva Grundig confrontarsi con se stessa ma contro altre aziende che producevano roba nuova. Gli apparecchi già venduti nel passato non erano neppure presi in considerazione. Non esisteva nessun fenomeno della rivendita dell’usato.

Questi ultimi nati, come tutti gli apparecchi HiFi risentono delle problematiche tipiche.

Problema cavi

E’ assodato che tutti conoscono l’importanza nell’utilizzare cavi di potenza di ottima qualità. Molte perplessità resistono nei confronti dei cavi di alimentazione degli apparecchi. Le prime raccomandazioni che un neofita si sente raccontare è quello di evitare acquisti di apparecchi aventi cavi non originali, tagliati, sostituiti, pena il netto deterioramento del suono percepibile.

Il fenomeno ha causato nel tempo principalmente due casi di natura negativa:
◾l’elevarsi a dismisura dei prezzi degli apparecchi intonsi con conseguente deprezzamento di quelli con cavi tagliati;
◾la vendita a peso d’oro dei cavi di rame.

La realtà è più semplice di quello che certi “personaggi” lasciano intendere: Ogni apparecchio HiFi svolge una funzione di antenna trasmittente e ricevente e crea con il suo funzionamento un vero e proprio campo elettromagnetico ove è posizionato.

Un amplificatore, una radio, un lettore CD, funzionando immette nella rete elettrica una serie di disturbi di varia natura che ammorba la già disgraziata situazione già esistente. Gli apparecchi CD, DVD, Blue Ray, da questo punto di vista sono ancora più nocivi in quanto fonte di radiazioni partorite dai sistemi di lettura laser. Le casse acustiche hanno addirittura il potere di emettere campi magnetici potentissimi che inevitabilmente contribuiscono all’inquinamento elettromagnetico dell’ambiente.

Questi citati elementi, uniti ad altre forme di smog magnetico di cui siamo solo vittime quali generatori di corrente, elettrodomestici, forni a micro onde, alimentatori modem e computer, luci al neon e lampadine a basso consumo sporcano senza pietà il nostro ambiente di ascolto.

L’ambientino creato quindi con la certezza di fornire il necessario per poter ascoltare in alta fedeltà non riesce a dare quei risultati che ci si aspettava avrebbe dovuto restituire. Questo fatto, oltre ad innescare una certa frustrazione, può accendere la voglia di iniziare a sostituire i componenti dell’impianto.

Entrando in contatto con cattivi consiglieri si può anche accedere nel circolo della ricerca spasmodica del consiglio illuminante. Logicamente se si chiede una ricetta occorre avere gli ingredienti per realizzarla; capire come interagiscono tra di loro e, soprattutto, perché si comportano in determinati modi al verificarsi di precise condizioni.

Farsi raccontare che un apparecchio, per ben funzionare deve essere posizionato a terra, scatena un mare di interrogativi. Prendere il consiglio come un dogma è una cosa. Capire invece qual è il fenomeno fisico che lo determina e trovare i correttivi per impedire che quel fenomeno si realizzi è ben altra strategia rispetto all’obbedienza supina.

Posizionare a terra gli apparecchi ha una ragione ben precisa: mitigare (non eliminare) un fenomeno fisico conosciuto da sempre. Come già detto, ogni apparecchio HiFi agisce come antenna ricevente e capta tutti gli eventuali disturbi presenti nell’ambiente. Un esempio per il quale, sono sicuro, tutti abbiamo riscontrato nel tempo e che ci fa capire immediatamente la problematica è la delicatezza del preamplificatore phono. In talune circostanze questo circuito è in grado anche di intercettare le trasmissioni radiofoniche di un emittente vicina e potente.

Grundig conosceva bene la problematica in quanto la sede di Furth era posizionata proprio nei pressi di una stazione di trasmissione radio delle truppe USA in Germania.

Il fenomeno legato alle interferenze avvertibili è verificabile tranquillamente da tutti. Provate ad esempio ad avvicinare un cavo di segnale ad un trasformatore elettrico. Percepirete immediatamente un disturbo così elevato da fare spavento.

Quante e quali siano le porte di entrata di questi segnali in un apparecchio? Ebbene ho imparato che sono numerose. Esistono varchi d’entrata grandi, ne esistono di piccoli. Uno dei peggiori nemici, una delle più ricettive antenne raccoglitrice di schifezze è proprio il cavo di alimentazione ed è quindi opportuno correre ai ripari trovando i giusti accorgimenti.

È inutile percorrere strade che altri hanno già battuto indicando cavi di segnale che originalmente erano di basso costo e poi con l’andar del tempo si sono apprezzati talmente tanto da far raggiungere costi decuplicati. Il vero è che sui cavi di segnale le schermature anti-interferenza ci sono da sempre. Trovate un buon cavo schermato e state tranquilli che interferenze ne pescate poche. Il discorso che un cavo possa essere migliore di un altro a livello sonico qui non lo voglio trattare. Stiamo parlando di evitare le interferenze, non di altro. Quello che poco si è detto è sui cavi di alimentazione degli apparecchi e sui cavi di potenza delle casse. I cavi Grundig hanno da sempre avuto una grandissima importanza essendo di una qualità superiore rispetto alla concorrenza.

E’ chiaro che sostituire un cavo tagliato con uno qualsiasi e di bassa qualità può generare una serie di problemi. Al giorno d’oggi il principale prerequisito che un ottimo cavo d’alimentazione deve avere è la schermatura in rame dentro la quale devono passere i cavi conduttori. Questo espediente ha la doppia funzione di proteggere dalle interferenze, limitando di fatto il potere ricettivo e quella di evitare che le interferenze proprie dell’apparecchio vadano a trasmettersi all’esterno.

Sovente la calza di rame è collegata al conduttore di terra (il filo gialloverde) ma solo dal lato presa e mai dal lato apparecchio. Questo proprio per scaricare sulla terra dell’impianto tutta la sporcizia captata lungo lo stesso cavo. Va però tenuto presente che in determinati casi le masse a terra degli impianti non sono ben configurate e quindi il collegamento alla terra deve essere valutato caso per caso. Inoltre non tutte le calze sono uguali ed hanno la stessa efficacia. Questo spiega perché anche due cavi schermati della stessa marca possano comportarsi elettricamente in modo difforme.

Oltre al cavo schermato occorre fare il minimo di attenzione che i cavi di segnale e quelli di potenza non entrino a contatto diretto o peggio si intreccino tra loro creando scambievoli interferenze. Per questo motivo l’ideale sarebbe che ogni apparecchio fosse dotato di un cavo d’alimentazione schermato e che si evitassero matasse di fili e spire che fungano da antenne riceventi.

Possiamo a questo punto iniziare a rispondere alla domanda introduttiva. Dal discorso che ci siamo fatti si evince quindi che lo spezzone del cavo d’alimentazione che va dall’apparecchio alla presa a muro ha un ruolo fondamentale in quanto è quello più esposto ai campi elettromagnetici prodotti da tutti gli apparecchi presenti in un impianto HiFi. Le problematiche che sono ormai avvenute al di là della presa è di certo importantissimo ma al di fuori della nostra fascia di possibile intervento.

Non mi sembra opportuno stare a re cablare l’impianto elettrico di casa con principi di stampo audiofilo. Il concetto comunque è quello che più ci si allontana dalle fonti di interferenza meno si subisce la negativa influenza sui cavi di alimentazione.

Potete ben capire quindi quale influenza possa avere un locale attentamente progettato dal punto di vista elettrico atto ad evitare passaggi di corrente infausti e con linee non comuni ad elettrodomestici, linee luce o altro.

Quando un utente HiFi medio, si reca in un appartamento attentamente curato dal punto di vista elettrico ed ascolta un impianto allacciato in modo consono ad una rete elettrica ben disegnata rileva senza dubbio la sensazione di miglior pulizia del suono, una superiore trasparenza e la netta sensazione di un miglioramento complessivo del suono percepito rispetto a quello abitualmente sentito con il medesimo impianto nelle sue abituali condizioni domestiche. Quasi tutti gli pseudo Guru del settore che ho conosciuto hanno impianti progettati ad hoc. Se li sono fatti fare quando hanno ricomprato o ristrutturato la casa.

E’ quindi errato procedere alla comparazione delle medesime apparecchiature se non sono situate nella stessa configurazione elettrica. Il gioco dei confronti a distanza, le frasi che si sentono spesso che “sfidano” agli ascolti in casa di qualcuno che ben conosce le regole del gioco (anche per il solo fatto di essersele scritte) non hanno nessun tipo di valenza e non valgono come prova non avendo proprio nessun valore.

Un esperimento per aver valore scientifico deve essere ripetibile alle stesse condizioni. In alta fedeltà le condizioni non sono mai le stesse quindi….

Voglio tranquillizzare tutti coloro che riportando a casa un apparecchio che in casa del Guru suonava in un modo ed in casa loro in un altro che pensano di non essere così bravi nell’installazione. Sta succedendo esattamente quello che deve succedere ed è proprio quello che i Guru si aspettano che succeda. State tranquilli che se acquistate i loro apparecchi autocostruiti dotati di vaschette IEC e cavi fatti in una certa maniera, arrivate a casa vostra e i problemi legati a quegli aspetti non ne esistono più. Magari ce ne sono altri…. ma non i sopracitati. Continuate a leggere…

Protezione dalle perturbazioni indotte da fenomeni di tipo microfonico e meccanico

L’aspetto che fa più discutere e che qualcuno cavalca abilmente dando l’idea di aver trovato la pietra filosofale distribuita solo ai pochi “eletti” in modo che solo loro possano domare quella prodigiosa quanto misteriosa forza misconosciuta, non è altro che un fenomeno fisico elementare da capire e semplicissimo da risolvere.

Lo spauracchio da combattere è unicamente quello dato dalle problematiche provocate dai fenomeni di tipo microfonico e meccanico. Anche in questo caso, uno dei maggiori responsabili è ancora il famigerato cavo di alimentazione.

Non badare a questo aspetto, trascurare alcuni accorgimenti può provocare alcuni piccoli fastidi. Negli apparecchi vintage, quelli con i cavi fissi e non sostituibili il problema deve essere gestito in modo empirico utilizzando il metodo chiamato per “prove ed errori”. Insomma occorre tentare di trovare la posizione migliore di questo maledetto cavo.

Vediamo però di spiegare cosa succede nello specifico: Le onde sonore generate dai diffusori provocano vibrazioni meccaniche che si propagano attraverso ogni tipo di materiale. Questa cosa la sappiamo benissimo. Ci abbiamo giocato anche da bambini quando abbiamo costruito il nostro bel telefono giocattolo con due bicchierini di plastica e un filo di spago.

Il fenomeno fisico ha un nome ben preciso: si chiama “acoustic feedback” e consiste nel fatto noto che il segnale, appena riprodotto dai diffusori, rientra nuovamente nell’apparecchio per essere nuovamente amplificato. Gli apparecchi più eccitabili a questo tipo di problema sono le sorgenti di segnali quali i lettori CD, i giradischi e alcune valvole termoioniche presenti nei circuiti preamplificatori. Queste ultime mi ha insegnato il buon Marco, sono vere e proprie antenne raccoglitrici di energie meccaniche.

Tale problema si ripresenta in forma pressoché identica sui cavi di segnale e su quelli di potenza. I più attenti produttori di accessori nel mondo HiFi hanno quindi cavalcato l’onda producendo e commercializzando una serie di prodotti per ridurre la problematica.

Attenuatori delle vibrazioni per cavi, costruiti nei più variegati e fantasiosi materiali sono ormai da moltissimi anni in vendita. Un’altra strategia dei costruttori è stata quella di riempire i connettori con prodotti attutenti del tipo “Pongo”, “Plastilina”, stucco per lavelli etc. Al giorno d’oggi gli studi sulla materia si sono oltremodo sviluppati. E’ possibile quindi anche acquistare cavi appositamente progettati. Chiaramente i costi relativi ad un cavo speciale rispetto ad uno riadattato alle specifiche esigenze, può incidere pesantemente sul proprio bilancio familiare.

Logicamente un cavo costruito seguendo specifiche logiche progettuali, costruito utilizzando calze schermanti a maglia molto stretta e con una struttura rigida, può sicuramente aiutare a minimizzare i fenomeni. Viene conseguentemente a mancare la flessibilità del cavo ma, per quanto riguarda almeno il cavo di alimentazione il grattacapo può essere di limitata importanza. Ciò detto, chiaramente, esula dal discorso cavi originali Grundig presenti sugli apparecchi. Quando possibile, sia per mantenere l’originalità che per mantenere comunque la sonorità tipica, è sempre opportuno conservare. Se comunque facciamo mente locale, ci accorgiamo quanto i cavi di alcuni compatti e receiver siano molto più rigidi rispetto a quelli delle ultime produzioni e, conseguentemente, meno soggetti a fenomeni di questo tipo. Se invece foste in possesso di un apparecchio con cavo rovinato, tagliato, potrebbe valer la pena di provare soluzioni innovative per mitigare alla base tali problematiche.

Il problema legato alla microfonicità non può comunque solamente ascriversi ai fenomeni sopraelencati. E’ infatti ben noto che la circolazione della corrente alternata in un cavo di alimentazione e le variazioni fulminee della tensione necessaria nell’ascolto di un singolo passaggio musicale, praticano delle vere e proprie azioni dinamiche sui conduttori non di irrilevabile peso. Sono consapevole che viene difficile da credere a ma chi queste materie le studia, e spesso le insegna, ha anche le prove scientifiche per poterlo dimostrare.

Tra l’altro, i ricercatori affermano persino che ogni cavo ha una propria frequenza di risonanza e da ciò nasce appunto l’esigenza di ridurre la sensibilità meccanica dei conduttori. Oggigiorno i cavi di alimentazione, di segnale e di potenza creati professionalmente ad uso HiFi, ma anche quelli utilizzati in alcuni impianti car audio sono realizzati con elevati criteri di buona progettazione utilizzando materiali di prima qualità sia per i conduttori ( Rame Oxygen-free copper OFC ) che nelle guaine e, ultimo ma non per importanza, negli isolanti elettrici.

Altro elemento che riveste una certa importanza e se curato aiuta a mitigare le famigerate interferenze di cui abbiamo parlato, è la spina elettrica o le ciabatte. Per questi elementi non voglio ripetermi ma è chiaro che tutto quello che è stato scritto sul cavo di alimentazione vale anche per esse sia per quanto riguarda i fenomeni di tipo microfonico e meccanico sia per quanto riguarda l’aspetto “antenna” che anch’essa può generare.

Quindi chiaro che il disaccoppiamento tanto predicato è dovuto ad evitare i fenomeni meccanici.

Consiglio di utilizzare ciabatte di buona qualità, apribile, cavo schermato di buona sezione e senza lampadine per evitare tutti gli altri problemi connessi. Comunque, basta provare a livello empirico: se un cavo d’alimentazione produce un incremento della performance allora significa che funziona, altrimenti non lo si utilizza. Semplicissimo.

Tornando ai nostri amati apparecchi Grundig voglio ancora sottolineare che congegni già completi creati in fase di progettazione e realizzati in tempi di vacche grasse, beneficiano dei migliori componenti a livello qualitativo. Quindi chiaramente gli RPC – RTV – STUDIO – SV – Receiver, i compatti Studio di alta gamma sono i migliori anche sotto questi aspetti trattati. Lo studio della realizzazione dei circuiti elettrici, del calcolo delle impedenze e della realizzazione atta ad escludere al minimo le interferenze di segnale, meccaniche atte a limitare il feedback acustico erano tenuti in seria considerazione e pertanto impiegati nelle migliori realizzazioni.

Questo mio scritto deve intendersi come una mera ed asettica spiegazione di come e perché alcuni accorgimenti provocano cambiamenti sonori anche se i fenomeni non sembrano a prima vista collegati tra di loro. Esistono spiegazioni logiche anche per tutto il resto.

Ricordo comunque che la musica dovete sentirla a casa vostra, ed il piacere di ascolto non deve essere rovinato dal pensiero che a casa di un altro quel brano suona in modo diverso. Godere della musica è alla portata di tutti. Diffidate da coloro che mettono il loro ambiente di ascolto come pietra di paragone.

Diffidate soprattutto da coloro che vi dicono che ascoltando il proprio impianto hanno la sensazione di sentire come se fossero “dal vivo”.

I dischi registrati “dal vivo” devono sentirsi “live”. Quelli registrati in studio devono sentirsi esattamente come l’ingegnere del suono ha previsto. Scambiare i difetti negli impianti per pregi è un altra bugia dalle gambe corte. Giocare su questi aspetti con inesperti e pressapochisti è facile. Farlo con persone che seguono da anni il mondo della musica riprodotta è molto più difficile.

Ho visto persone che a furia di ascoltare un tipo di sonorità sono convinte che tutte le altre siano quelle sbagliate, un po’ come quello che prendendo l’autostrada in contromano pensa che tutti gli altri vadano nel senso sbagliato. Come potete ben intuire sono i soggetti più pericolosi.

Tutto quello che scritto non è farina del mio sacco. L’ho imparato leggendo riviste del settore, libri, siti internet seri e confrontandomi con tecnici preparati come Marco Cristadoro. Spero che queste nozioni servano a diradare qualche mistero e aiutino a capire che le strategie che vengono da sempre ascritte come toccasana derivano da stratagemmi che servono a limitare determinati fenomeni fisici che comunque possono anche essere aggirati sapendo come.

Il mio pensiero è chiaro è semplice. Alcuni fenomeni conosciuti da molti sono stati utilizzati da “qualcuno” come cavallo di Troia per entrare nel cervello delle persone instillando il dubbio che esista qualche cosa di soprannaturale. Questa è la cosa più schifosa che si poteva fare al marchio Grundig.

Ancora al giorno d’oggi c’è gente che gira l’Italia per propagandare come – proprie scoperte – fenomeni conosciuti da tempo e purtroppo ci specula sia a livello di immagine che economico.

Le elettroniche e i diffusori Grundig sono talmene ben realizzati che basta accenderli per capirne le grandi potenzialità. Tutto il resto è folclore bell’e buono.

Chiudo dicendo; attenti agli SPENNAGRULLI !!!!

http://grundiglove.org/fenomeno-grundig/#comment-619
Allegati
AMBROSINI tipo.jpg
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Re: idiota imperiale

Messaggio da leggereda tran quoc » 12 giu 2018, 18:11

Re: L'evoluzione dei forum Hifi


 Messaggio: # 2456Messaggio  M.Ambrosini
 sab 9 giu 2018, 22:37



hifi_disease ha scritto: ↑
sab 9 giu 2018, 20:34
beh gli ultimi 20 anni del secolo scorso hanno secondo me massacrato il mercato con la storia dell'approccio "umanistico", quello che "conta solo l'ascolto". anche tu max hai sempre motivato il tuo approccio su una base tecnica, seppur mai completamente rivelata. ora, esaurita la gallina dalle uova d'oro degli ascoltoni, ci si riprova con la tecnica? se devo scegliere, tecnica forever. non è che quando va l'ascolto ci lamentiamo perchè nessuno studia più, e poi quando va la tecnica ci lamentiamo perchè nessuno ascolta più. e lo dico da persona assolutamente a digiuno di tecnica :lol:


Beh… il discorso penso sia molto differente se applicato al semplice appassionato o a chi invece deve progettare e costruire apparecchi. Nel primo caso se si hanno idee chiare in testa su ciò che si vuole ascoltare direi che non serve altro anzi, è moooolto meglio non farsi condizionare da quelli che vengono venduti come possibili vantaggi tecnici e magari non lo sono affatto. Chi invece progetta DEVE conoscere la tecnica (altrimenti non progetta ma fa pastrocchi) e al contempo (e qui la cosa si fa rara…) verificare con attenzione se ciò che applica trova riscontro all’ascolto oppure no. Quindi il senso critico per il proprio lavoro risulta determinante.

Negli anni 80 prese piede il “credo” Linn che però era fondato non certo sull’ascolto (che era veramente pessimo soprattutto per quanto riguarda i diffusori di quel marchio) quanto sulle teorizzazioni di Ivor Tiefenbrun attinenti gli accoppiamenti meccanici, agli antipodi delle teorie (altrettanto assolutistiche ma nella sostanza meno errate) del nostrano Moss.
Quindi la “moda” che prese piede non era fondata sull’ascolto, che più difficilmente genera “mode”, ma proprio sul “pensiero portante” (condizionamento) dovuto a tecniche errate che in barba a pessimi ascolti hanno comunque preso piede per un certo periodo (forse vent’anni è eccessivo ma una decina sicuramente) evidenziando per l’ennesima volta quanto la specie umana sia facilmente condizionabile dalla razionalità apparente. "Apparente" in quanto questa deriva sempre dalla trattazione di un singolo problema mentre non si considera la coesistenza di altri problemi di differente natura.
Comunque venivamo dagli anni 70 in cui si idolatrava l’amplificatore giappo con distorsione armonica a -100dB che però non suonava...ed in breve tempo si è passati ad aborrire come la peste i vu meter per abbracciare l’integratino inglese super sobrio e con distorsioni decisamente più alte. La nausea verso una moda comporta la nascita della moda opposta…infatti dopo anni di sobrietà ora sono tornati di gran moda i vu-meter. Generalmente ogni generazione non impara dagli errori di chi l'ha preceduta e quindi la storia (con personaggi diversi) si ripete ciclicamente. Moltissimi sono gli esempi che si potrebbero fare.

La presupponenza tecnica è, a mio avviso, ben più pericolosa della presupponenza all’ascolto anche perché è molto più probabile che sia la prima a generare proseliti. Comunque sia i dati tecnici misurabili dovrebbero sempre essere tenuti nel giusto conto…senza ricercarne l’esasperazione ma neppure uscendo da normative tecniche ben poco stringenti come ad esempio quelle DIN. Alcune costose amplificazioni a valvole odierne non rientrano nelle norme DIN 45500! Questo la dice lunga su come il mercato odierno sia una giungla in cui si cerca di offrire la più ampia scelta possibile sia estetica che di "personalizzazione" sonica che di costi ad un pubblico generalmente molto più "preparato" a valutare con gli occhi che con le orecchie.
A mio avviso non è l’ascolto ad avere ucciso l’alta fedeltà quanto l'aver spostato l'attenzione dall'ascolto al feticismo per oggetti di culto e al contempo l'essere riusciti a convincere le persone che il loro orecchio non è all'altezza di giudicare tali oggetti
Massimo ambrosini

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mi piacerebbe pisciargli in bocca e cagarlo in testa

ma anche

cagargli in bocca e pisciagli in testa
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